Le imprese che innovano crescono malgrado la crisi

(Alinews) – Torino, 11 dic – Innovano per crescere piu' che per contenere i costi e infatti quasi due su tre hanno aumentato il fatturato di queste due su cinque con una percentuale a due cifre. Oltre la meta' le esportazioni. Sono le imprese innovative del torinese su cui si e' concentrato l'Osservatorio realizzato dalla Camera di commercio di Torino, che ha creato anche un nuovo portale, in italiano e inglese, per le imprese innovative (www.innovativetorino.it) con la collaborazione del Politecnico intervistando un campione di 410 aziende, a fronte di 2.566 imprese selezionate in base a 9 criteri di innovazione. Si tratta di imprese che per la grande maggioranza hanno realizzato innovazioni di prodotto, per un quarto anche di processo e di macchinari. “Sono realta' che sanno andare in controtendenza – ha osservato il presidente della Camera id comemrcio Di torino alessandro Barberis – e che vanno valorizzate e fatte conoscere: per questo abbiamo pensato al portale iTo, per riunirle e promuoverle in modo più efficace”. Nell’ultimo biennio, più della metà delle aziende innovative della provincia di Torino ha visto crescere il proprio fatturato (63,1%) e l’export (56,4% delle imprese presenti sui mercati esteri). Le attività di innovazione più diffuse sono quelle di prodotto (67%), e l’intento è l’identificazione di nuove nicchie di mercato (61,3%). Il 42% delle aziende dichiara di avere in campo progetti a medio e lungo termine. A spingere gli imprenditori a innovare, sono in oltre un terzo dei casi i maggiori clienti (37%). “L’approccio delle aziende in questo caso è glocale: hanno relazioni con fornitori e clienti stranieri e, parallelamente, collaborazioni con università ed esperti locali”, spiega Giuseppe Scellato del Politecnico, che ha realizzato il sondaggio insieme al collega Paolo Neirotti. Principale vincolo all’innovazione, per il 54% degli imprenditori, è la carenza di finanziamenti pubblici, anche se “il 46% in realtà ne ha potuto usufruire per la Ricerca e sviluppo”, chiarisce Scellato. Gli altri vincoli riguardano la mancanza di risorse finanziarie (49%), l’incertezza sulla domanda per i nuovi prodotti o servizi (40%) e la mancanza di canali distributivi (27%), mentre tra le fonti finanziarie per gli investimenti in R&S prevale ampiamente l’autofinanziamento (65%). Per difendere poi i risultati della ricerca tecnologica, solo nel 25% dei casi vengono usati brevetti, mentre si dà maggiore importanza alle competenze delle risorse umane e alle relazioni con i clienti. Molte le collaborazioni attive con le università, ma “tra imprese e mondo accademico – precisa Neirotti – c’è ancora una distanza elevata, dovuta soprattutto al fatto che le innovazioni, essendo spesso graduali e non radicali, si basano su sperimentazioni condotte direttamente dalle aziende”.
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