E i grillini chiedono l’ispezione sui pm

(Alinews.it) – Torino, 29 lug – I gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle chiederanno che il governo invii un’ispezione ministeriale alla Procura di Torino e questa sera è convocata nella piazza del mercato di Bussoleno un’assemblea che si prevede di nuovo da tutto esaurito.

Così, per la prima volta nella sua storia ventennale, il movimento No Tav si trova dentro a un’inchiesta della Procura con l’accusa di “terrorismo”. E il primo effetto concreto di questa svolta è stata la rivitalizzazione di un’estate “di lotta” che sembrava già finita con marce dai numeri scarsi e una scaramuccia notturna costata 8 denunce per violenza. Invece, oggi a Bussoleno, si sono ritrovati i sindaci, nella sede istituzionale della Comunità montana. Non tutti i sindaci, anzi, un gruppetto guidato da Sandro Plano, che ha tenuto la conferenza stampa a cui hanno assistito un settantina di persone. Ma il risultato è che la condanna per la mossa giudicata spropositata arriva anche da una decina di primi cittadini della valle. Tra questi, in sala, anche Anna Allasio, sindaco Pd di Bussoleno che sta andando alle riunioni della Conferenza di servizi sul progetto definitivo con uno spirito conciliante. Il fatto che tra gli incriminati ci siano anche i giovani figli di del suo sfidante alle ultime elezioni ed ex consigliere comunale, non poteva lasciarla indifferente. Perché, l’accusa più pesante di tutte, la più infamante per un movimento che si è sempre dichiarato pacifico colpisce pure in piena valle. Tra i 12 indagati per atti di terrorismo, per la molotov lanciata su un compressore del cantiere della Maddalena la notte del 10 luglio, la maggior parte è della valle di Susa. Il Circolo La Credenza, anche quello perquisito, è il cuore della sinistra valsusina, da dieci anni ristorante, ma anche sede di iniziative politico-culturali, e i suoi gestori storici, Nicoletta Dosio e Silvano Giai, sono da sempre militanti di Rifondazione comunista, che non a caso era presente oggi alla conferenza stampa con il segretario provinciale Ezio Locatelli che ha espresso “sconcerto e indignazione”.

I verbali delle perquisizioni di ieri mattina parlano di “perquisizioni andate a buon fine” con Pc, telefonini, hard disk sequestati, più magliette nere, felpe, fazzoletti dell’Anpi, torce, lucchetti, attrezzi vari, progetti del cantiere.

Tra gli indagati e perquisiti c’è anche Dana Lauriola, storica esponente di Askatasuna che è però anche consulente degli avvocati per il maxiprocesso contro i 52 No Tav. Ha avuto i dispositivi informatici sequestrati come era già accaduto a Lele Rizzo, che è un altro leader di Askatasuna e anche lui consulente degli avvocati No Tav. Cosi Alberto Perino ha potuto accusare i Pm di volere mettere le mani sulle strategie difensive del maxiprocesso dove loro stessi, in quanto pubblici ministeri anche in quel procedimento, sono le controparti degli avvocati”.

Le finalità terroristiche sono indicate dai Pm Padalino, Rinaudo e Ausiello per il clima di intimidazione che si è creato in valle di Susa anche a seguito degli incendi ai mezzi delle ditte che lavorano al cantiere. Ma, nonostante l’accusa pesantissima di terrorismo non c’è un’ipotesi di reato associativo. In realtà la Procura individua nel Kollettivo giovani No Tav, il gruppo a cui un po’ tutti gli indagati farebbero riferimento, ma per ora non c’è l’accusa di “banda armata” come per le Brigate Rosse.

Ieri pomeriggio i ragazzi-terroristi, giravano nel piazzale della Comunità montana un po’ smarriti con in mano le notifiche delle accuse e i verbali delle perquisizioni. Il gioco della guerriglia impunita è finito, ma questo non è un gioco: sono accusati delle stesse cose che hanno insanguinato l’Italia.

“I toni continuamente usati da certi politici – ha attaccato a questo proposito Plano – che hanno evocato il ritorno all’eversione e al terrorismo non appartengono a questa lotta. Io ho fatto per 10 anni il sindaco di Susa e ho ricevuto pacchi di lettere minatorie, e 4 proiettili in busta. Ma non ho mai detto di sentirmi minacciato. Una molotov ha bruciato un compressore e si è arrivati a parlare di tentato omicidio perché forse lì vicino avrebbe potuto esserci qualcuno. Non accettiamo interpretazioni fuorvianti”.

“Prima la Procura ha indagato le associazioni ambientaliste per procurato allarme perché denunciavano problemi nella sicurezza del cantiere – osserva il deputato 5 stelle Ivan Della Valle – Poi l’indagine per stalking per No Tav che avrebbero seguito un operaio del cantiere. Ora l’accusa di terrorismo. Qui ci sono tutti gli estremi perché il Ministero invii un’ispezione alla Procura di Torino. Perché qui si sta andando oltre. Qui non c’è terrorismo ma c’è una politica del terrore utilizzata per zittire un’intera popolazione”.

Stasera presidio a Bussoleno. E poi, chissà. L’ala antagonista del Movimento s’appresta a sfruttare la rabbia di essere accusati di terrorismo per azioni di lotta imprevedibili.

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