Agrati ne licenzia 82 a Collegno

(Alinews.it) – Torino, 31 gen 2014 – Getta la spugna anche la Agrati, gruppo multinazionale che a Collegno, azienda che produce viti e bulloni. L’azienda che occupa 82 dipendenti, ha comunicato l’intenzione di cessare l’attività e di licenziare tutti i lavoratori. Immediata la risposta dei lavoratori che già oggi si sono fermati per otto ore di sciopero, con presidio davanti ai cancelli. “Questa scellerata decisione – commenta Edi Lazzi Edi Lazzi, responsabile della Lega di Collegno della Fiom-Cgil – è un fulmine a ciel sereno da parte di un’azienda che fino a questo momento non aveva neanche chiesto un’ora di cassa integrazione ordinaria. Questa chiusura è inaccettabile, rigettiamo i licenziamenti e nei prossimi giorni chiederemo un incontro con la Regione Piemonte per gestire questa situazione attraverso strumenti di welfare che evitino la perdita di occupazione. E anche i lavoratori metteranno in campo tutte le iniziative per difendere il loro posto di lavoro”. Agrati occupa nel mondo 1.700 persone negli stabilimenti italiani di Veduggio, Dolzago, Verona, Cornate, Trezzo d’Adda, Tronzano Vercellese, oltre ai centri di produzione in Francia, Germania, Repubblica Ceca, Stati Uniti d’America e Cina. Intanto venerdì 14 febbraio si terrà un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori delle imprese metalmeccaniche in crisi della Valle di Susa per fare il punto della situazione e per mettere al centro dell’attenzione la profonda crisi industriale che ormai da cinque anni sta interessando la valle. Partendo dalla crisi delle aziende siderurgiche Beltrame e Lucchini che occupano 450 dipendenti a rischio licenziamento, per arrivare ad altre realtà che stanno attraversando forti difficoltà come la Flenco, l’Alcar, Tekfor, Metaltemple (ex-Roatta, exB4), Bertone Stile, Bertone R&D, si è deciso di mettere insieme queste realtà con l’intento di rendere visibile la deindustrializzazione della valle da un lato, e dall’altro aprire una discussione per affrontare e trovare soluzioni condivise. L’assemblea è aperta ai sindaci della Valle, ai parlamentari eletti nella provincia di Torino, alle forze politiche, alle istituzioni e ai cittadini.In occasione di questa iniziativa verranno anche presentati i dati delle aziende metalmeccaniche che in questi anni hanno chiuso in Val di Susa e la conseguente perdita occupazionale.

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