I No tav sollevano la polvere

(Alinews.it) – Torino, 18 giu 2015 – Il cantiere di Chiomonte ha superato i livelli medi di Pm 10 in sette occasioni nel primo trimestre di quest’anno, ma soprattutto avrebbe consegnato all’Arpa in ritardo i dati del rilevamento. E’ quanto sottolineano i no Tav sul loro sito “Spinta dal bass”. Pronta la replica di Telt, che gestisce il cantiere. Gli sformaneti riguardano una condizione ambientale regionale e non solo del cantiere e sulla consegna dei dati non c’è stata alcuna irregolaità. Arpa ha reso pubblico il suo Report trimestrale Gennaio – Marzo 2015, Valutazione sintetica dei risultati del monitoraggio ambientale, componente atmosfera, relativo al cantiere del cunicolo esplorativo di Chiomonte. I dati riguardano solo il PM10 perché nel trimestre considerato la società Telt, incaricata di svolgere i lavori e diretta da Mario Virano, non ha svolto campagne di monitoraggio della qualità dell’aria (NO, NO2 e benzene; B(a)P e metalli sul PM10).
Nel periodo in esame vi sono stati 7 superamenti del limite giornaliero per la protezione della salute umana (50μg/m3) in ognuna delle stazioni di Chiomonte, Giaglione e Gravere. “Anche nei primi 3 mesi del 2014 a Giaglione c’erano stati 7 superamenti del limite, mentre a Chiomonte e Gravere erano stati rispettivamente 2 e 4 – si osserva sul sito – . Un numero inferiore rispetto a ciò che accade in alcune metropoli. E ci mancherebbe altro, considerando il parametro analizzato”.
Non sono invece stati comunicati, si aggiunge, i superamenti presso la stazione della Maddalena e neppure i dati relativi all’interno del cantiere.
“Due punti del report di Arpa hanno attirato la nostra attenzione – si sottolinea – . In ben sette schede settimanali, sulle dodici totali, Arpa lamenta il ritardo nella consegna dei dati o la loro mancanza senza relativa giustificazione da parte di Telt. Più della metà delle volte i dati sulle polveri sono arrivati in ritardo rispetto alle tempistiche concordate o incompleti rispetto ai punti di monitoraggio stabiliti. Lascia esterrefatti leggere, settimana dopo settimana, come Telt non rispetti le scadenze per la consegna dei dati di monitoraggio agli enti di controllo. Le tempistiche sono fondamentali per sapere cosa capita all’aria attorno al cantiere e per mettere in campo eventuali azioni correttive. Già Ltf, la società che ha preceduto Telt, talvolta non rispettava tempi e modi per la consegna dei dati del monitoraggio nonostante i richiami. C’è continuità nella protervia del soggetto promotore della Torino-Lione”.
“Il secondo punto che ha attirato la nostra attenzione – si prosegue – è relativo a un problema riscontrato nel mese di marzo 2015; scrivono i tecnici di Arpa: “le uniche giornate che hanno mostrato una certa criticità sono il 13 e 14 marzo e 20 e 21 marzo con valori paragonabili a quelli della stazioni di To-Lingotto o leggermente superiori. […] TELT attribuiva le cause del superamento della soglia di attenzione (AA) ad una tendenza all’innalzamento dei valori su scala regionale, escludendo possibili responsabilità all’attività del cantiere. Arpa ritiene che il maggior aumento registrato nei siti più prossimi al cantiere, rispetto a quelli di Susa e Gravere, come meglio descritto nella scheda di verifica n. 10 del 26 marzo allegata, richiedesse un’indagine più approfondita circa le cause dell’evento.” Secondo l’estensore dell’articolo però gli innalzamenti più considerevoli sono stati registrati in prossimità del cantiere e quindi si ipotizza che le attività di scavo abbiano influenzato la qualità dell’aria nelle zone circostanti determinando un aumento più marcato delle concentrazioni di PM10 rispetto a quelle di fondo. Immediata la replica di Telt che sottolinea: ” Tutte le rilevazioni ambientali sono continuamente effettuate e comunicate ad Arpa tramite il portale dedicato, secondo quanto stabilito nel Piano di Monitoraggio Ambientale concordato con gli enti di controllo. Nel trimestre gennaio-marzo solo in 7 casi i dati sono stati caricati sul “Sistema Informativo Territoriale” il primo giorno utile, sempre nel rispetto della prassi stabilita dalla normativa, che prevede per ogni campione l’attesa dei tempi di “condizionamento e stabilizzazione” prima dell’analisi.Per quanto riguarda gli approfondimenti legati ad eventi episodici, come nel caso dell’aumento delle concentrazioni di PM10, TELT conferma che la media dei valori era connessa ad un innalzamento su scala regionale. Inoltre nei due casi evidenziati non si sono registrate le condizioni per determinare un’anomalia ambientale: in tutto il periodo monitorato la concentrazione di PM10 non ha presentato situazioni di criticità rispetto alle soglie ambientali.Questo è stato possibile grazie ai rilevamenti in tempo reale della centralina sentinella “contaparticelle” situata in cantiere che, come scritto nel report di Arpa, ha permesso di agire in maniera tempestiva ed effettuare le operazioni mitigative di bagnatura prevenendo possibili situazioni di criticità.

Fonte: Vecchia edizione

 

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