Politica

Luca Morisi, la droga in politica è il denaro

Luca Morisi, il suo caso in questi giorni sta facendo parecchio discutere. Stiamo parlando dell’autore di tutti i tweet più chiacchierati degli ultimi anni. Ha scritto e pubblicato molti post su Facebook, Twitter, Instagram, ha dato il via a numerose performance di piazza contro i migranti, da lui chiamati spacciatori. Nel suo caso non si parla soltanto di droga, ma del potere del denaro. La sua società in soltanto tre anni, a partire dal 2017 fino al 2020 ha fatturato più di un milione e mezzo di euro puntando tutto sulla Lega che nel frattempo però lamentava di essere senza soldi per ottenere poi dalla Procura di Genova la rateizzazione in 70 anni del debito con lo Stato di ben 49 milioni di euro. Il debito era nato dalla truffa dei rimborsi elettorali durante la gestione di Umberto Bossi.

Si tratta ovviamente di una cifra infinita che corrisponde al salario annuale lordo di circa 60 insegnanti in Italia. Inoltre quando Salvini ricopriva il ruolo di ministro dell’Interno, negli anni 2018, 2019, Morisi dipendeva proprio dal ministero come altri 20 collaboratori. A pagare la costruzione dell’oggi definita macchina del fango contro gli immigrati erano proprio i contribuenti italiani. Il sistema creato da Morisi è oggi efficace ed efficiente perchè il politico è seguito su Facebook da quasi 5 milioni di follower diminuiti nel corso degli anni perchè in passato ne aveva di più. Il suo account Twitter accoglie 1,4 milioni di seguaci, per questo è lui a detenere il record. Il tutto gli è costato ben 3 milioni di euro con quali ha potuto comprare ed organizzare un sistema di comunicazione senza regole e rispetto dove a fare padrone sono le menzogne e le espressioni che incitano all’odio ed al razzismo.

I fatti, ecco cosa è avvenuto nel corso delle ultime ore

Oggi chi parla di lui si chiede di quanta droga sia stato in possesso il politico ex braccio destro di Salvini e da chi potrebbe averla comprata. Quella trovata in casa sua è di basso costo, più volte accostata al crack degli anni Ottanta. Proprio per chiarire questi dubbi sono stati richiesti i tabulati telefonici per capire se ci sono stati contatti con spacciatori o eventuali collegamenti ad essi. Si attendono nel frattempo le analisi su alcuni oggetti ritrovati in casa tra cui una bottiglietta di vetro da succo di frutta contenente 125 millilitri di liquido trasparente che potrebbe essere la droga dello stupro.

La bottiglietta era nello zaino del ventenne escort romeno che aveva trascorso dodici ore a casa Morisi con un suo amico. Secondo il suo racconto sarebbe stato Morisi a procurargliela accusandolo di conseguenza di cessione di droga. L’accusa è stata subito smentita dalla difesa di Morisi. Eppure la cocaina in casa c’era anche se in piccola quantità. I carabinieri hanno repertato e sequestrato anche un piatto di ceramica bianco che aveva sopra una sostanza pulviscolare di colore bianco con cristalli, molto simile alla cocaina. Accanto al piatto erano presenti delle tessere plastificate ed una banconota da 20 euro. Poi c’erano anche 0.31 grammi di cocaina, nascosta dentro un libro di colore verde e altre piccole quantità di fianco alla libreria. Tutti ritrovamenti effettuati dopo 12 ore di festa ed oltre.

Indagini e dichiarazioni su festini, droga e sesso

Le indagini proseguono e con esse i vari interrogatori che hanno lo scopo di chiarire la posizione del politico tanto discusso che continua a difendersi e a dichiararsi innocente ed estraneo ai fatti. A parlare nelle ultime ore è stato un giovane ragazzo al momento ricoverato in ospedale a causa del consumo di droga che ha fatto riferimento a festini durante i quali a fare da protagonisti negli anni sarebbero stati sempre la droga ed il sesso. La faccenda si fa sempre più complicata.